Fai inserzioni e queste non ti soddisfano? Spendi soldi e non capisci perché non produci risultati? Le tue campagne sono fallimentari? Allora questo è il post giusto per te.

Diciamolo, oggi fare una inserzione che funziona non è affatto semplice. Fare advertising su Facebook è diventato complesso, richiede esperienza (tanta) e anche un percorso da fare (testare, testare e ancora testare).

Una volta fare advertising su Facebook era relativamente semplice, costava davvero poco e, anche se non eri un vero esperto, ti portavi qualcosa a casa. Oggi questo è quasi impossibile: costi saliti alle stelle, l’algoritmo che cambia ogni settimana e la saturazione non aiutano chi fa sponsorizzate su Facebook.

Oggi se vuoi ottenere clienti o vendere sui social devi essere esperto, devi conoscere bene lo strumento, studiarlo, restare al passo coi tempi e fare tantissimi test (questo richiede tempo e soldi). Se non puoi fare tutto questo, allora non continuare a bruciare soldi, fermati e affidati a qualche bravo consulente.

Ogni giorno vedo tante inserzioni passarmi davanti nel mio feed di Facebook, quasi tutte fanno gli stessi errori. Ho deciso di mostrarti i 4 errori che quasi sempre fanno fallire le tue inserzioni su Facebook.

#1 Concorrenza e budget:

Come ti accennavo in apertura, Facebook è diventato lo strumento di advertising più usato da aziende e imprenditori per fare pubblicità. Questo ha comportato un chiaro aumento della concorrenza e l’aumento del budget da mettere a disposizione. Inoltre oggi è diventato davvero difficile vendere subito o in prima battuta, quindi hai bisogno di far vedere il tuo messaggio più di una volta. E questo ti porta a spendere molti più soldi.

Questo vuol dire che non devi sbagliare budget: oggi non puoi più fare inserzioni a basso costo; le tue campagne devono durare di più e devono farlo sostenendo una concorrenza sempre più sfrenata. Qualche settimana fa parlavo con un imprenditore del post. Il suo modus operandi era sempre lo stesso: avviava la campagna su Facebook e dopo qualche giorno (se non funzionava) la chiudeva.

Questo è assolutamente sbagliato! Oggi serve più tempo per decidere se una tua inserzione converte oppure no, oggi devi prenderti più tempo per capire se l’inserzione va chiusa, modificata o altro. Oggi su Facebook non funzionano più le campagne veloci: bisogna prevedere un percorso e creare una campagna che lo rispetti.

Oggi siamo bombardati da pubblicità, quindi le persone tendono a non fidarsi subito, ecco perché tendono a rimandare o rivedere la tua offerta. Oggi è difficile vendere subito ecco perché anche se hanno mostrato interesse non è detto che siano pronte a comprare oggi.

#2 Realizzi inserzioni Noiose:

Se annoi le persone, queste non compreranno mai da te. Quindi se davvero vuoi bruciare soldi, il modo migliore è fare una inserzione “noiosa”. Il compito dell’inserzione è catturare l’attenzione, se la tua è piatta e non “accende” l’interesse dell’utente, allora non hai speranze. Quasi tutti vedranno la tua inserzione per poi abbandonarla subito. Oggi l’algoritmo ti penalizza per questo, comprende che la tua inserzione non è interessante e quindi decide di farla vedere a meno persone.

Questo si traduce in: Soldi bruciati e Zero clienti! Non vuoi questo vero?

#3 Sbagliare Target:

Se vendi abbigliamento per donne non ha senso far vedere l’inserzione ad un pubblico uomo. Credimi, succede molto spesso. Qualche giorno fa mi è apparsa una inserzione per dimagrire per sole donne (ora le cose sono due: o Facebook mi scambia per una donna o chi ha fatto l’inserzione ha dimenticato di escludere gli uomini). L’inserzione parlava al femminile, mostrava una donna e indicava chiaramente che si trattava di un prodotto per sole donne.

Altro errore è la scelta del target che sicuramente sceglierà anche il tuo concorrente. Oggi vedo “competere” su Facebook per gli stessi interessi. Questo aumenta i costi e tende a premiare chi ha maggior budget. Devi sapere che esiste un modo nuovo e molto potente per targettizzare: gli interessi “nascosti”, ovvero interessi minori che però non ti portano a competere con altri. Oppure usare i gruppi per far vedere loro la tua inserzione.

Se vendi un prodotto per ristoranti, ti basterà “estrarre” il pubblico da gruppi specifici (Facebook è pieno) per ottenere la formula magica: Il giusto messaggio alle giuste persone.

#4 Non stai usando le leve giuste:

Questo incide molto sul risultato delle tue inserzioni. Non basta “indovinare” il target giusto. Se le tue inserzioni non usano le leve giuste nessuno interagirà. Devi sapere che esistono diversi gradi di consapevolezza del tuo target, quindi non devi commettere l’errore che fanno tutti, ovvero parlare a tutti allo stesso modo.

È fondamentale trovare il modo corretto per “connetterti” con il tuo pubblico (dovrai conoscere bene i loro problemi o desideri). Conoscere il grado di consapevolezza è fondamentale per vendere il tuo prodotto o servizio. Ti consiglio di approfondire questo argomento…

Sono certo che anche tu stai commettendo questo errore e quindi stai regalando soldi a Facebook e stai anche perdendo tempo. Troppo spesso vedo imprenditori che studiano l’algoritmo di Facebook, comprano corsi, leggono libri per poi ottenere zero risultati.

Oggi non puoi più fare inserzioni da solo, l’algoritmo cambia ogni settimana, Facebook detta regole nuove ogni giorno e introduce, o toglie, nuove funzioni. Questo vuol dire studiare ogni santo giorno lo strumento dimenticandosi della parte più importante: la strategia.

Affidarsi ad un consulente “bravo” significa risparmiare soldi e tempo, ecco perché devi metterti in testa che il fai-da-te non è più possibile oggi su Facebook. Ma ho qualcosa che può darti una mano, puoi richiedere la mia speciale consulenza gratuita, dove vedremo insieme le tue inserzioni, dove potrai spremermi come un limone senza impegno. Devi solo cliccare qui e richiederla (prima che torni a pagamento).

Ti aspetto dall’altra parte per iniziare finalmente ad usare Facebook come fanno tutte le aziende di successo.

Che La Forza Di Facebook Sia Con Te!

Ti aspetto al prossimo articolo, Giando 🙂